Nuova Terapia Cognitivo Comportamentale dei Disturbi dell’Alimentazione e dell’obesità

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

Secondo la definizione più unanimemente condivisa dalla Comunità scientifica i Disturbi del comportamento alimentare sono definiti come :
“persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo, che che danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicosociale e che non sono secondari a nessuna condizione medica o psichiatrica conosciuta”.
Fra i più comuni disturbi dell’alimentazione vi sono: anoressia nervosa, bulimia, nervosa, disturbo da binge-eating. Anche se queste condizioni costituiscono categorie diagnostiche differenti, le più recenti evidenze scientifiche oggi suggeriscono che in realtà tutti questi disturbi non siano altro che manifestazioni diverse di un’unica psicopatologia specifica (ipotesi transdiagnostica).
sintomi-anoressiaLe informazioni sui DCA che la popolazione ha sono spesso scarse e non corrette. In parte ciò è dovuto alla disinformazione dei mezzi di comunicazione popolari e in parte alla scadente formazione ricevuta dagli stessi operatori sanitari che nonostante ciò si occupano questi disturbi. Le informazioni imprecise portano le persone affette da disturbi dell’alimentazione o i loro familiari ad avere idee sbagliate sulle cause del loro problema, cause che in realtà ancora oggi non conosciamo (ad esempio, è pensiero comune credere che alla base dei disturbi dell’alimentazione vi siano problematiche legate a rapporti difficili con familiari, oppure dovute a eventi traumatici psicologici pregressi o ancora dettate dalle pressioni sulla magrezza e la forma fisica dai media e dal mondo della moda o dello sport); tali convinzioni possono indurre i pazienti ad intraprendere trattamenti non adeguati che in alcuni casi possono scatenare o aggravare il disturbo stesso. Sono numerose le teorie che negli anni hanno cercato di spiegare lo sviluppo ed il mantenimento dei disturbi dell’alimentazione e, fra queste, le evidenze scientifiche suggeriscono che attualmente la terapia congnitivo-comportamentale (Cognitive Behavioral Therapy), ed in particolare le sue evoluzioni più recenti (CBT-Enhanced), rappresentano l’approccio più efficace. Nonostante ciò, purtroppo, in Italia e nel mondo questi trattamenti basati sull’evidenza sono raramente forniti alle persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione (anche nelle strutture sanitarie pubbliche) e quando, nell’ipotesi migliore, sono resi disponibili sono spesso eseguiti senza soddisfare i criteri minimi di adeguatezza.

Di cosa si tratta?

Cognitivo comportamentale significa che la teoria analizza principalmente i pensieri (“cognitivo”) e i comportamenti (“comportamentale”) implicati nel mantenimento dei disturbi dell’alimentazione. La teoria sostiene che i disturbi dell’alimentazione sono mantenuti da un set mentale di idee sopravvalutate riguardo il significato personale attribuito al peso ed alle forme corporee, e che quindi il problema psicologico centrale sia rappresentato dall’eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del controllo dell’alimentazione. Mentre le persone si valutano generalmente in base alla percezione delle loro prestazioni in una varietà di domini della loro vita (per es. la scuola, il lavoro, le relazioni interpersonali, lo sport, le abilità intellettuali, ecc), quelle affette da DCA si valutano in modo esclusivo o predominante in base al controllo che riescono a esercitare sul peso o sulla forma del corpo o sull’alimentazione.

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Questo sistema di valutazione è ovviamente anomalo ed agisce sia mantenendo e rinforzando il problema alimentare, che danneggiando alla lunga diverse altre aree della vita, fra cui la salute fisica, il funzionamento psicologico, le relazioni interpersonali , la carriera scolastica e/o lavorativa.

La terapia cognitivo comportamentale affronta le problematiche dei disturbi dell’alimentazione lavorando, tra le altre cose, sui processi cognitivi.Il paziente ed il terapeuta lavorano insieme, come una “squadra”, per superare il disturbo dell’alimentazione. Il paziente è incoraggiato a diventare un partecipante attivo nel processo di cura ed a vedere il trattamento come una priorità della propria vita.
L’approccio utilizzato non è prescrittivo (“devi fare questo”) ma collaborativo; la CBT-E utilizza una varietà di procedure cognitive e comportamentali che favorisce l’uso di cambiamenti specifici nel comportamento per modificare ed ottenere dei cambiamenti cognitivi.

Sovrappeso ed Obesità

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I classici approcci che generalmente vengono proposti per il sovrappeso e per l’obesità si basano sulla “prescrizione” della dieta e dell’attività fisica. Questi metodi, sebbene possano essere efficaci nel breve termine, spesso falliscono nel lungo termine perché la persona, non avendo acquisito le abilità necessarie per controllare il peso corporeo riprende i suoi comportamenti abituali e recupera il peso perduto.
Le linee guida internazionali raccomandano di associare alla dieta e all’attività fisica interventi basati sulle tecniche della terapia cognitivo comportamentale (“weight loss lifestyle modification”) per aiutare il paziente a sviluppare specifiche abilità per migliorare l’aderenza alle raccomandazioni dietetiche e dell’attività fisica e così riuscire a gestire il suo peso a lungo termine.
Il protocollo per l’obesità basato sulla CBT favorisce la perdita di peso e l’acquisizione di un atteggiamento comportamentale ma anche mentale finalizzato alla perdita di peso e al mantenimento del peso perduto nel tempo. L’obiettivo è quello di insegnare al paziente le strategie per modificare il proprio stile di vita, modificando il modo di alimentarsi e di svolgere attività fisica, aiutandolo così a diventare un terapeuta del suo problema di peso.

La CBT-E per i disturbi dell’alimentazione ed il trattamento basato sulla life-style modification per l’obesità sono strategie terapeutiche studiate ed implementate da anni dal Dott. Riccardo Dalle Grave, medico e psicoterapeuta, segretario scientifico dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso con sede a Verona, in collaborazione con il Prof. Christopher Fairburn del centro CREDO dell’Università di Oxford. Al Dott. Dalle Grave ed al suo team va il grande merito di aver pubblicato numerose ricerche pionieristiche comprovanti l’efficacia terapeutica di queste metodologie e di compiere da anni grandi sforzi per cercare di favorire la “disseminazione” della CBT-E fra gli operatori sanitari medici, psicologi, nutrizionisti, ecc.

La terapia cognitivo comportamentale prevede normalmente un lavoro sui problemi legati all’alimentazione effettuato da un team multidisciplinare, nel quale operano diverse figure professionali fra cui nutrizionista, endocrinologo, psicologo.

Dott. Marco De Robertis 

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Studio Nutrizionistico Dott. Marco De Robertis
Sedi a: Porto san Giorgio – Fermo – Ancona – Sant’Elpidio a mare.


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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

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